Vai al contenuto

Ricercare malattie su Google spesso NON è una grande idea

Hai presente quando hai l’accenno di un malanno e poi nel tentativo di informarti su internet scopri che in realtà potresti avere malattie belle gravi?

ricerca google
malattie
salute

Se ti è capitato di entrare in allarmismo cercando informazioni sulla tua salute su Google allora questo articolo fa al caso tuo.

Google non è un professionista sanitario ma il 35% degli utenti del web dichiara di usarlo per informarsi su proprie diagnosi o malattie (Eurostat, 2018).

Se usi internet come consulente medico lo sai: interrogando il Dr. Google sui tuoi sintomi di spossatezza in men che non si dica ti ritrovi a considerare una Depressione Maggiore!

E ciò potrebbe essere un bel problema!

Per questo ti offrirò una chiave psicologica per capire i motivi legati alle preoccupazioni sulla tua salute e il conseguente bisogno di autodiagnosi sul web.

google
sintomi
malanni 
malattia

Insieme vedremo perché si innesca questa escalation di sintomi e come mai si continua a ricorrere a Google per comprendere i propri malanni.

Per cronaca voglio chiarire che userò il termine “malattie” per intendere qualsiasi malanno o disagio psichico o fisico che potrebbe causarti malessere in termini di salute.

Premesse fatte, iniziamo!

Malattia, Ansia, Google!

Per cominciare andremo a vedere come il pensiero di una malattia porta solitamente a una sorta di imprecisa autodiagnosi su Google.

Immagina di avere un qualsiasi sintomo anomalo rispetto alla tua salute (come ad esempio tachicardia).

preoccupazione
ansia
paura
malattia
malattie

Avere il sospetto di soffrire di qualche forma di malattia o non conoscere i dettagli di una diagnosi può destare molta preoccupazione.

Questo stato di preoccupazione porta spesso a paure, incertezze e confusione. Quando queste emozioni non sono inquadrate, elaborate e confortate si trasformano in ansia.

L’Ansia è l’anello di congiunzione tra l’ipotesi di una malattia e l’autodiagnosi su Google!

Malattia -> Ansia -> Google!

Tutte le strade portano a Roma; tutte le ansie portano a Google!

Questo avviene perché l’ansia è uno stato di attivazione (aspecifico) che richiede di esser placato.

Il corpo e la mente ti chiedono (attraverso l’ansia) di risolvere questa questione riguardante la salute.

Devi capire cos’hai, devi capire i dettagli di una sintomatologia, devi capire cosa comporta, devi capirne le conseguenze, ecc.. Per placare l’ansia devi capire un sacco di cose.

E chi è che ha le risposte a tutte le cose?

Google!

Ecco perché se la malattia ti suscita allarme e non vai alle radici della tua preoccupazione, ti ritroverai inevitabilmente a cercare risposte immediate sul web.

ricerca
google
malanni
malattie

Il Dr. Google è rapido, sempre a disposizione, e con un data base di informazioni sconfinato ma NON è né accurato affidabile.

E “purtroppo” quando si parla di diagnosi accuratezza e affidabilità sono i due fattori più importanti.

Ti mostro tre dei principali motivi per cui le autodiagnosi online possono portare in errore:

1. Incappi facilmente nel Bias della Conferma:

Se hai una ipotesi rispetto alla tua malattia il web ti proporrà contenuti che seguono la tua linea di pensiero.

Se cerchi informazioni sulla tachicardia in relazione agli infarti, Google vedendoti interessato al tema ti suggerirà sempre più pagine che correlano tachicardia e infarti, escludendo pian piano tutte le altre possibili cause e conseguenze.

Ti ritroverai in un effetto tunnel dove tutte le informazioni fornite da Google puntano l’idea che sei a rischio di infarto, e invece magari stai soltanto esagerando col caffè.

2. Sei più suscettibile all’effetto carrozzone:

Sul web puoi trovare molte persone che condividono la tua ipotesi di malattia, il fatto che in tanti credono nella tua stessa ipotesi ti dà la certezza che la diagnosi si certa.

Magari troverai tanta gente che racconta di come la tachicardia anticipasse una crisi cardiaca o vedrai video con milioni di visualizzazioni che descrivono la tachicardia come un sintomo cardine per scongiurare gli infarti.

Il fatto che tanta gente parli, commenti o apprezzi contenuti che correlano tachicardia e infarto ti fornisce la riprova sociale che la tua ipotesi diagnostica sia valida e sei realmente a rischio di scompensi cardiaci, e invece magari stai soltanto esagerando col caffè.

3. Fraintendi l’autorità della fonte:

Quando usi Google per documentarti rispetto alla tua ipotesi diagnostica potresti dare un valore irrealistico a fonti o a esperti del web.

Alcuni siti o personaggi del web possono sembrare più autorevoli di quanto non lo siano realmente. Potresti leggere un articolo su Google che elenca tra i prodromi dell’infarto anche la tachicardia o sentire un medico su YouTube che sostiene la stessa tesi.

Potresti arrivare a prendere per vero quello che ti viene comunicato dagli esperti del web senza: 1) verificare fonti, titoli o esperienze di chi ti parla 2) considerare che anche se l’esperto è realmente competente in quelle diagnosi non conosce il tuo caso specifico e quindi i suoi assuntinon possono esser generalizzati.

Facendoti forte di pareri (più o meno) autorevoli trovati sul web potresti convincerti che la tua tachicardia ti metta a rischio di infarto, e invece magari stai soltanto esagerando col caffè.

Ok!

Come vedi il web può facilmente portarti fuori strada se cerchi di dare senso a una presunta malattia.

diagnosi
malattia

Google ti dà l’illusione di fornirti gli strumenti con cui poterti autodiagnosticare un malanno, ma tutto ciò aumenta il tuo stato di apprensione perché quella malattia ti sembrerà sempre più reale e impellente.

Più sei in apprensione, più ricercherai dei riscontri sul web e più andrai in ansia.

L’ansia è un attivatore fisiologico potentissimo, se sei ansioso puoi trovare le energie per stare ore e ore a cercare informazioni sul web, trovando una quantità infinita di sintomi e diagnosi.

ricerche
qualità

Il problema delle ricerche fatte su Google (in balia dell’ansia) è che alla quantità di dati raccolti spesso non corrisponde la qualità.

Allora perché continui ad affidarti al dr. Google?

Ti ritrovi a cercare diagnosi in continuazione perché solitamente il circolo dell’ansia si autoalimenta.

Le ricerche online fatte in preda all’ansia non creano quella rassicurazione che possa placare lo stato di paura, timore e apprensione per la tua salute.

Questa incapacità di tranquillizzarsi e continuare a cercare informazioni online sulla salute si chiama Cybercondria.

Comprendendo il funzionamento della Cybercondria ti sarà più chiaro in che modo autoalimenti le ricerche ansiose sul Google.

Cybercondria e la continua ricerca di malattie sul web

La Cybercondria è una condizione psicologica sovrapponibile all’ipocondria.

cybercondia
ansia
ipocondria
malattie
diagnosi

L’ipocondria è una psicopatologia vera e propria ed è caratterizzata da una preoccupazione (eccessiva) per la propria salute anche quando non vi siano condizioni o situazioni che giustifichino tale allarmismo.

Pensi di star male o di poter contrarre malattie anche quando questo rischio non è reale.

Così come nell’ipocondria anche nella cybercondria l’ansia è talmente pervasiva da spingerti a cercare informazioni e rassicurazioni che poi in realtà non ti rassicurano per nulla.

L’incapacità di rassicurarsi avviene perché l’ansia è alimentata da emozioni e credenze disadattive che andrebbero comprese e ricostruite nel profondo.

Il modo più semplice (ma superficiale) per placare momentaneamente l’ansia è quello di “interessarsi alla propria salute”.

Cercando informazioni sulla salute sul web è come se tu dicessi alla tua ansia: “Ansia stai tranquilla che sto facendo ricerche per te

Per questo cercare info su Google scarica un po’ di tensione ma va ad agire sulla parte manifesta (superficiale) dell’ansia e non sulle emozioni o credenze che la hanno generata.

Il Concetto è:

  1. Qualcosa sposta la tua attenzione sulla salute
  2. Attivi emozioni e credenze profonde relative alla salute
  3. Queste emozioni e credenze generano ansia
  4. Metti in atto comportamenti e ricerche (rituali) per placare l’ansia
  5. L’ansia ritorna perché NON hai messo in discussione emozioni e credenze profonde
  6. Rimetti in atto i rituali.. l’ansia ritorna.. rituali.. ansia.. rituali.. ansia..

Questo processo spiega perché l’ansia non viene realmente placata dalle le ricerche su Google. Il web risulta una sorta di palliativo che non permette di trovare rassicurazioni reali, alimentando invece il circolo ansioso.

Ti faccio un esempio pratico del circuito ansioso della Cybercondria:

Ansia
Malattie
circuito
Circuito dell’ansia nella Cybercondria

Ecco perché chi soffre di Cybercondria si ritrova sempre su Google per informarsi sulle malattie.

ansia
emozioni

La verità è che per interrompere il circuito dell’ansia devi prenderti cura di ciò che sta alla base dell’ansia: emozioni profonde e credenze irrazionali.

Accedere ad emozioni e credenze non è sempre facilissimo.

Talvolta le credenze possono esser radicate da anni e le emozioni possono esser così intense da metterle a distanza.

psicologo
ansia
informazioni
malattia

In questi casi se la preoccupazione per la tua salute sta diventando invalidante e ti ritrovi sempre più spesso sul web a cercare informazioni sulle malattie, allora considera la possibilità di chiedere supporto a uno specialista della salute (come medici o psicologogi).

Avvolte (come nella cybercondria) il vero problema non è la singola malattia specifica ma l’ansia relativa alle malattie.

In questi casi il rapporto uno a uno con uno specialista è il modo per prenderti davvero cura della tua salute.

dr. google
psicologo
malattie
ansia

Parlare di te, del tuo caso specifico, della tua condizione medica e mentale vale 100 volte di più di tutte le diagnosi che potrai farti col dr. Google.

Se invece non ti rivedi tanto nel circuito dell’ansia e vuoi continuare ad usare il web per cercare info sulla salute, allora prova a usare qualche consiglio per servirti del dr. Google nel migliore dei modi:

  • Usa le ricerche solo per scopi orientativi;
  • Accetta che non sempre vi è una diagnosi chiara e semplice;
  • Comprendi che non tutte le malattie si manifestano e si trattano allo stesso modo per tutti;
  • Fai attenzione alle fonti e all’autorità di parla/scrive;
  • Contatta e confrontati direttamente con lo specialista;
  • Dedica alla ricerca sul web un tempo limitato nella tua giornata.

Ottimo!

Ora hai qualche informazione in più per approcciarti in maniera sana alla ricerca di malattie su Google.

Quando si tratta di temi importanti come la salute il web è uno strumento utilissimo ma va usato con criterio.

Usa il dr. Google per entrare in contatto con dei veri dottori e vedrai che non te ne pentirai!

Nel caso in cui sentissi il bisogno di un supporto personale non esitare a contattarmi.

Se hai trovato interessante questo argomento prova a leggere anche:

Cervello in Tilt? Forse è per il Digital Overload

Dipendenza da Internet: Quanto ne sei dentro?

Wifi psy

“Ricorda: attiva prima le connessioni neurali e poi di quelle WiFi

– WiFi Psy –

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *