Sempre più spesso si parla di ansia e depressione correlandola all’uso dei Social Network.
In questo articolo voglio fornirti una panoramica in modo che tu possa comprendere quanto è diretto il legame tra Social e disturbi ansiosi o depressivi.

Scomoderemo alcuni tra i grandi nomi della psicologia (Festinger, Adler e Berne) per applicare le loro teorie al mondo dei Social Network in modo che tu possa non solo capire il legame tra Instagram e ansia/depressione ma anche trovare un modo per viverti al meglio i vari Social.
Perfetto, iniziamo!
L’aspetto fondamentale che devi avere chiaro quando si parla di malessere psicologico e Social Network è che: i Social non causano il disturbo.
Instagram, Facebook, TikTok e simili possono acutizzare problematiche pregresse correlate ad ansia e umore, ma non creano il disturbo dal nulla.

Sarebbe come dire che le torte sono la causa l’obesità.
Il problema non sta nella torta, ma sta nelle difficoltà di regolazione dell’obeso quando si trova davanti alla torta.
Quindi, benché i colossi che gestiscono i Social Network non siano dei santi, i disturbi dipendono principalmente dall’approccio che si ha con i Social.
Prendi tutto ciò come un’ottima notizia!
Vuol dire che se hai chiare le dinamiche attraverso le quali ti deprimi mentre scrolli le pagine Social, avrai il potere di intervenire riducendo ansia o depressione.
Social Network e Confronto Sociale
Per capire come post e foto sui Social alimentino ansia e depressione è necessario comprendere su quale dinamica psicologica fanno leva.
Decenni prima della nascita di Facebook, lo psicologo sociale Leon Festinger struttura la Teoria del Confronto Sociale.

Questa teoria afferma che gli esseri umani hanno una spinta innata a valutare le proprie caratteristiche e abilità confrontandole con quelle degli altri.
La comparazione può avere due direzioni (verso l’alto o verso il basso) in base a dove si percepisce il soggetto rispetto alla persona con la quale si confronta.
Poniamo l’esempio che tu voglia stimare le tue abilità di cucina e ti trovi a navigare su Instagram:
- Confronto sociale verso l’alto: vai a vedere le pagine di chef stellati o di grandi ristoranti.
- Confronto sociale verso il basso: guardi le foto del buffet del compleanno di tua cugina, che è tanto simpatica ma una frana ai fornelli.
Confrontando i tuoi piatti con quelli dei post ti fai un’idea delle tue competenze in cucina.
L’aspetto importante è che da questo confronto crei delle valutazioni sulla tua persona.

Questa dinamica di Confronto e Autovalutazione è qualcosa di naturale, i problemi nascono perché il mondo dei Social, per sua natura, tende a mostrare contenuti di bellezza amplificata, eccessiva perfezione e grandiosità di abilità o possedimenti.
Considerato che i post sui Social sono spesso una versione abbellita della realtà è molto più frequente mettere in atto un Confronto verso l’alto.
Il Confronto verso l’alto può avere due orientamenti, uno positivo e uno negativo.

Il Confronto positivo ti induce a motivarti e migliorare le tue competenze per arrivare agli standard con i quali ti stai confrontando (mi impegnerò per cucinare come uno chef stellato), il Confronto negativo invece trova nella comparazione con gli altri motivo di biasimo e critica (i miei piatti fanno pena rispetto a quelli dello chef).
È proprio attraverso il Confronto verso l’alto Negativo che si attivano le quote d’ansia e i sentimenti depressivi.
Ad esempio vedendo un post di un tuo ex compagno di scuola che convola a nozze potresti avviare una dinamica di confronto di tipo:
“Siamo coetanei e lui si è già sposato, ora fa famiglia, e io sono ancora indietro, i miei progetti di vita procedono lentissimi!” [pensiero ansioso]
oppure
“Ecco, tutti che si sposano, tutti a festeggiare, invece a me non mi si fila nessuno, il massimo della vita è guardare Netflix col gatto” [pensiero depressivo]
Voglio farti soffermare sul fatto che la foto del matrimonio è uno stimolo neutro, è solo col tipo di comparazione che metti in atto che dai degli attributi (negativi) a te stesso.
È più chiaro perché i Social non creano ansia e depressione?
Il Social ha “la colpa” di far emergere insicurezze che però già fanno parte della persona e tutto ciò va a incidere sulla tua autostima.
Sì perché questi tipi di pensieri di critica o inadeguatezza si auto-alimentano creando un vortice che fa sprofondare l’autostima sotto terra e porta a galla ansia e depressione.
Social Network e Autostima
Puoi immaginare che la dinamica di svalutazione di se stessi attraverso pensieri di biasimo non è unicamente correlata ai Social.
Infatti all’inizio del ‘900 Albert Adler l’aveva già sistematizzata all’interno del famosissimo Complesso di Inferiorità.

Il Complesso di Inferiorità non è altro che il sentimento persistente di inadeguatezza derivante dal percepire delle mancanze in una o più aspetti della propria vita.
Adler afferma che una cronicizzazione del malessere derivante da questo stato di insicurezza e inadeguatezza compromette fortemente l’autostima spalancando le porte a depressione e ansia.
Mettendo insieme la Teoria del Confronto Sociale e il Complesso di Inferiorità si creano due scenari rischiosi per la strutturazione dell’autostima quando si usano i Social Network:

Validazione Sociale
Strutturi l’autostima in base ai feedback (commenti, like, condivisioni, ecc..) che ricevono i miei post.

Confronto irrealistico
Strutturi l’autostima confrontandoti a profili Social che realisticamente non possono coincidere con la tua esperienza di vita.
Questi due scenari mettono a forte rischio il tuo benessere perché l’autostima è un costrutto fondamentale per viver bene e le piattaforme Social sono popolate da gente di ogni tipo (persone disinteressate, ignoranti, haters, ecc..).
Non è protettivo per te mettere qualcosa di tanto prezioso come l’autostima alla mercé di tutti.
Quindi per star bene devi abbandonare l’idea che Instagram e simili sono strumenti di validazione sociale ed evitare che la confrontazione sui Social abbia ricadute negative su di te.
Come fare?
Non è difficile ma ci vuole un po’ di allenamento, di seguito ti mostrerò l’OK Corral, una prospettiva psicologica che può aiutarti a trasformare gli stimoli dei Social in una palestra per potenziare benessere e autostima.
OK Corral per fronteggiare Ansia e Depressione
I Social Network sono uno strumento pazzesco per svagarti, restare in contatto con le persone o comunicare aspetti di te, tuttavia possono alimentare malessere psicologico.

Hai visto come avere un’autostima un po’ traballante possa essere uno dei principali fattori di rischio che fanno emergere ansia e depressione.
Dunque il modo migliore per fronteggiare questo tipo di malessere psichico è quello di rafforzare la tua autostima, così facendo i meccanismi di Confronto e Validazione Sociale assumeranno una valenza positiva e potrai goderti i Social Network al meglio!
Ti do una dritta per lavorare in questa direzione.
L’autostima è un costrutto multidimensionale ed è influenzato da molti aspetti dello sviluppo di ogni persona, per questo motivo lavorare sull’autostima è un processo che richiede tempo.
Voglio comunque condividere una teoria che può esserti utile per iniziare questo percorso di “rafforzamento” dell’autostima.
Prima di iniziare però tieni presente che se il basso livello della tua autostima ti crea molte difficoltà è importante prendertene cura con una psicoterapia.
Ora iniziamo!
La prospettiva psicologica che ci aiuterà a non finire in ansia e depressione si chiama OK Corral ed è stata pensata da Eric Berne.
Questa teoria ruota attorno al concetto di “essere OK“.

Essere OK è quella sensazione di pienezza e sicurezza nella quale ti senti adeguato e a tuo agio.
Sei centrato su di te e in pace con te e gli altri, essere OK vuol dire sentirti autentico senza scivolare in aggressività o passività.
Prova a pensare a un paio di situazioni (in compagnia o solitudine) in cui ti sei sentito OK.
Bene!
Berne inserisce il concetto di essere OK all’interno delle relazioni con gli altri, creando così quattro Stati dell’Essere, ovvero quattro modi attraverso i quali percepiamo il mondo:

Io sono OK – Tu sei OK
È una posizione assertiva di benessere condiviso e autostima.

Io sono OK – Tu non sei OK
È una posizione aggressiva di svalutazione dell’altro e ostentazione personale.

Io non sono OK – Tu sei OK
È una posizione sottomessa di vittimismo personale e passività verso l’altro.

Io non sono OK – Tu non sei OK
È una posizione disperata di sconforto e nichilismo.
Questi quattro stati formano l’OK Corral e ora ti dico come può esserci utili per gestire meglio i Social.
Quindi se il tuo obiettivo è quello di potenziare benessere e autostima dovrai diventare bravo nel mettere in atto una relazione OK-OK, dove tu ti senti OK e vedi anche l’altro come una persona OK.
Per allenarti a fare ciò i Social Network sono una palestra perfetta.
Ti mostro come fare nella pratica!
Mentre navighi sui Social e ti soffermi su una foto o su un post, fermati per un momento e mettiti in ascolto di te stesso chiedendoti:
“In che Stato dell’Essere sono? Sono OK-OK con ciò che rappresenta la foto?“
Può sembrarti strano ma ti assicuro che è semplice ed efficace!
Riprendiamo l’esempio di prima nel quale ti soffermi sulla foto del tuo amico Mario che si sta sposando:

Guarda la Foto e soffermati su cosa senti e pensi:
Con serenità pensi che vivrai/hai vissuto la gioia del matrimonio, e che Mario è proprio felice in questa foto.
[Sei sereno per te e per gli altri] -> Io OK – Tu OK
Con spocchia pensi che la tua situazione di single/coniugato è migliore di quella di Mario, e che lui si è infognato in una situazione di finta felicità.
[Sei contento per te e biasimi gli altri] -> Io OK – Tu non OK
Con rammarico pensi che non vivrai/hai vissuto un matrimonio felice, e che Marco invece sembra molto felice.
[Critichi te e invidi gli altri] -> Io non OK – Tu OK
Con sconforto pensi che non hai/avrai nessuna gioia amorosa, e che Marco è un poveretto che si sta illudendo di un momento di felicità.
[Sei sconfortato per e per gli altri] -> Io non OK – Tu non OK
Questo esempio serve a delineare gli Stati dell’Essere in modo che tu possa capire qual è quello che metti più spesso in atto.
Quindi se ti ritroverai spesso in uno stato che non è OK-OK prova a chiediti:
- Come mai sono in questo stato?
- Quale potrebbe essere uno stato OK-OK in questa situazione?
- In che modo posso modificare il mio stato per farlo diventare OK-OK?
Perciò la prossima volta che il Social ti proporrà uno stimolo simile allora prova a rapportarti a quel post con uno stato Io sono OK – Tu sei OK.
So che può sembrarti un esercizio bizzarro ma fidati che più lo metterai in atto e più ne gioverà la tua autostima.
Con un’autostima rinforzata vedrai che potrai goderti i post dei Social senza far emergere depressione o ansia.
Mitico, sei arrivato alla fine!
Spero che ti sia potuto fare un’idea più chiara di come i Social Network influenzino gli stati ansiosi o depressivi.
Mi raccomando se ansia o depressione iniziano a esser invalidanti oppure stare online sta diventando nocivo allora contatta specialisti come me che possono darti un sostegno per affrontare questo malessere.
In bocca al lupo e goditi con leggerezza i Social Network!
Nel caso in cui sentissi il bisogno di un supporto personale non esitare a contattarmi.
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