Se utilizzi i Social Network avrai ben chiara l’importanza che i filtri ricoprono nelle piattaforme come Instagram.

Spesso e volentieri le foto sono contornate da quest’alone di “splendore” che solo i filtri possono regalare.
D’altronde oggi l’immagine personale ha un valore enorme e non è certo una colpa voler apparire al meglio.
Se usati con criterio i filtri di bellezza o di realtà aumentata possono essere uno strumento divertente e frivolo, ma possono anche alimentare dinamiche altamente disfunzionali.
Talvolta il desiderio di apparire in un determinato modo può celare una sorta di non accettazione di sé e della propria immagine.
In questo articolo voglio mostrarti che ruolo giocano i filtri bellezza di Instagram in termini di accettazione della propria immagine corporea.
L’obiettivo è quello di andare a comprendere cosa può nascondersi, psicologicamente parlando, dietro un filtro Instagram.
Buona lettura!
I filtri bellezza per star bene la propria Immagine Ideale
Per filtri bellezza intendiamo tutti quei foto-ritocchi automatici che le App applicano su viso e corpo di una persona per modificarne l’immagine e farla apparire “più bella”.
Dietro l’uso dei filtri si nasconde un desiderio: il desiderio di apparire migliore rispetto alla condizione attuale.
E questa è una delle dinamiche di crescita personale più sane che esistano.
Per comprendere quando i filtri esaudiscono in maniera sana questo desiderio di miglioramento è necessaria una piccola premessa teorica:
In psicologia Rogers parla di Sé Reale e Sé Ideale.

Con Sé Reale si intende tutto ciò che sentiamo di essere nel qui ed ora, anche in virtù delle cose che abbiamo acquisito nelle esperienze passate. È una fotografia di quello che siamo (esternamente e internamente).
Invece il Sé Ideale è tutto quello a cui tendiamo, ciò che vorremmo essere o che vorremmo realizzare in una dimensione futura o potenziale. È l’immagine di come vorremmo essere.
Per crescere in modo sano è importante che Sé Reale e Ideale non coincidano perfettamente ma siano comunque avvicinabili o sovrapponibili.
Semplificando, per stare bene è fondamentale percepire il Sé Ideale come un’immagine di Sé raggiungibile.
Ok, torniamo ad Instagram!

Circoscrivendo questa teoria unicamente nella sfera estetica ognuno ha un’Immagine Reale di Sé, con dei connotati visibili (orecchie, occhi e naso fatti in un certo modo), e un’Immagine Ideale di Sé che rappresenta il viso che vorremmo.
Il filtro bellezza colma la distanza tra Immagine Reale e Ideale, le rende sovrapponibili.
Questo esaudisce il nostro desiderio di migliormento facendoci stare bene.
Pensa ad alcune tue foto corrette con il filtro, probabilmente sono quelle che ti fermi più volentieri ad osservare e certamente son quelle che condivi o pubblichi con maggior piacere.
È normale!
Apparire più belli (più vicini all’Immagine Ideale) ha delle ricadute positive sul morale, sull’autostima o sull’approvazione sociale e questo spiana la strada verso un sano sviluppo di Sé.
Ad esempio se la tua Immagine Reale comprende un “naso a patata” e nell’Immagine Ideale vorresti un “naso sfilato”, il filtro bellezza esaudisce il tuo desiderio facendoti sentire meglio.
L’aspetto cruciale è che benché il mio naso non subisca una modificazione reale, saranno reali i benefici che ottengo dal filtro.
Con il “naso ideale filtrato” potresti guadagnare sicurezza e affacciarti su chat (di relazionali o di lavoro) che prima ignoravi, potresti ricevere complimenti, Like o condivisioni che creano un reale aumento dell’autostima.
Quindi i filtri hanno una valenza positiva?
Assolutamente sì! Se i filtri fungono da collegamento tra Immagine Reale e Immagine Ideale può farti bene usarli.

Tuttavia spesso accade che i filtri non diano questa forma di gratificazione, infatti è facile trovare sui social persone che mettono filtri su filtri fino a snaturare la propria immagine oppure altre che nonostante il filtro riduca un certo inestetismo sono decisamente scontente della propria immagine.
Questo accade perché i filtri possono esser utili a farti sentire bene ma di certo non sono magici.
Vanno usati con criterio perché se utilizzati in modo improprio possono anche farti incappare in brutti inconvenienti!
I rischi dell’uso improprio dei filtri
Come ti ho detto i filtri non sono dannosi di per sé, i problemi nascono nel caso in cui tu investissi i filtri bellezza di una funzione che non gli compete.
Per capire se l’uso dei filtri può nascondere qualche difficoltà personale ti invito a rispondere a confrontarti con queste frasi:
- Raramente condividi foto di te in primo piano se non accuratamente filtrate.
- Ricorri ai filtri per mascherare un inestetismo che non sopporti e ti causa imbarazzo o nervosismo.
- L’unicità di alcuni tuoi tratti estetici ti rendono meno bello o attraente.
- Utilizzi spesso la selfie camera dello smartphone per controllare alcuni specifici aspetti estetici.
- Credi che l’immagine non filtrata di te non possa piacere o debba esser nascosta ai più.
- Desideri con tutto te stesso raggiungere lo standard di bellezza di altri profili social.
- Le immagini filtrate sono le uniche che riesci a condividere.
Se orientativamente ti ritrovi in più della metà di queste affermazioni allora potresti avere qualche problema legato alla formazione della tua Immagine Reale o Ideale.
In questi casi il filtro bellezza invece di valorizzare come vorresti essere (Immagine Ideale) serve a nascondere ciò che sei (Immagine Reale).
Ti costruisci un messaggio interno che “non vado bene così come sono” e il filtro può sembrare una soluzione temporanea.
Questa dinamica va contro il sano utilizzo dei filtri e apre le porte a due rischiosi scenari:

Rifiuto dell’immagine Reale
Usi i filtri perché c’è una parte del proprio corpo che non riesci a tollerare. Il difetto estetico è così importante da catalizzare la tua attenzione più volte durante la giornata fino a influire pesantemente sul tuo umore o sull’autostima.
Stati emotivi: Vergogna, rabbia, depressione.
Rischio: Dismorfofobia

Conformismo dell’immagine ideale
Usi i filtri per conformarti a uno standard di bellezza imposto dalla società. La tua immagine esteriore non è in linea con ciò che viene considerato “bello” e questo ti crea disagio. Ti trovi spesso a confrontare la tua immagine con quella di gruppi di persone sui social per capire entro quali canoni puoi considerarti accettabile.
Stati emotivi: Timore, affanno, insicurezza.
Rischio: Conformismo
In entrambi i casi vi è una difficoltà ad accettare la propria immagine e ciò crea un disagio nella sfera personale e/o interpersonale.
Quando i filtri vengono usati per sopperire a una non accettazione di Sé finiscono per esser controproducenti perché servono a mascherare un disagio.

Usare i filtri per coprire qualcosa che ti fa stare male non vuol dire che così facendo starai bene.
Anzi il rischio è quello di ignorare o mascherare il problema costruendo un’Immagine Ideale completamente distaccata da quella Reale, e se le due Immagini non sono avvicinabili allora potrebbero iniziare i problemi.
Non temere, non è nulla di irrisolvibile!
Che la tua difficoltà sia di Rifiuto dell’Immagine Reale o di Conformismo dell’Immagine Ideale (o di entrambe) la prima cosa da fare è prenderne coscienza.
Poi starà a te scegliere se invertire la rotta!
Per cominciare potrebbe esserti utile capire che ti ritrovi nei due principali disturbi correlati all’uso improprio dei filtri bellezza.
Preoccupazione per l’Immagine: Dismorfofobia e Conformismo
La non accettazione della propria immagine in una società che dà molto valore all’apparire è oggettivamente fonte di disagio.
Si delineano così due principali rischi psicologici: la dismorfofobia (preoccupazione per inestetismi) e il conformismo (preoccupazione per l’esclusione sociale).
Ti mostro nello specifico da cosa sono caratterizzati e come mai i filtri bellezza non aiutano a superare il disagio.
Dismorfofobia 
La Dismorfofobia clinicamente nota come Disturbo da Dismorfismo Corporeo (DDC) ed è una psicopatologia che rientra sotto l’ombrello dei disturbi d’ansia.
L’elemento cardine è la preoccupazione costante e per la propria immagine, nello specifico si è immotivatamente preoccupati per uno o più inestetismi.

Questa apprensione al “difetto” estetico (che solitamente è più soggettiva che oggettiva) va a compromettere le attività del quotidiano e induce a vivere costantemente emozioni sgradevoli.
Il difetto estetico catalizza pensieri ed emozioni perché si ha un rifiuto della propria Immagine Reale.
Solitamente chi soffre di DDC mette in atto alcuni comportamenti tipici del disturbo, ad esempio se non accetti il la tua cute (troppo grassa, troppo secca, con rughe o con acne, ecc):
- Metti in atto strategie di evitamento: eviti i contesti nei quali è visibile il tuo viso, non fai circolare immagini di te non filtrate o ritoccate se ti si vede in volto, tendi a nascondere la parte “difettosa”, ecc..
- Richiedi rassicurazioni: chiedi agli amici più stretti se effettivamente la pelle ti imbruttisce, cerchi dati statistici sull’impatto che ha avere la “pelle rovinata”, ecc..
- Controlli regolarmente: tocchi spesso il viso per percepire la sensazione della pelle sulle dita, controlli capelli, accessori e indumenti per assicurarti che copra la cute, ecc..
Ti è mai capitato nulla di simile?
Nella DDC solitamente il “difetto” non è neanche “brutto” ma la persona lo vede come un qualcosa di estremamente invalidante.
Il pensiero che si innesca è: Il mio viso è orrendo -> Mi rende una persona orrenda -> Io sono orrendo.
Da qui si manifestano tutti gli stai emotivi di vergogna, rabbia o depressione tipici del non accettare Se stessi.
In questi casi i filtri possono servire?
In verità no! Il DDC è una patologia seria e i filtri non possano colmare un disagio così profondo, anzi rischiano di alimentarlo perché:
- Il sollievo momentaneo del filtro spinge la persona ad usare la selfie camera, e vedersi sullo schermo è l’innesco principale per pensieri e emozioni sconfortanti.
- Il filtro rinforza l’idea irrazionale che senza quel difetto estetico si sarebbe una persona migliore a 360 gradi.
Il filtro non ha valore nel percorso di accettazione di sé, ma crea solo una “dimensione magica” che rende sempre più doloroso confrontarsi con la realtà.
Conformismo 
Il Conformismo non è una psicopatologia, ma si tratta di una dinamica sociale che può celare ed alimentare molti disagi psichici.
Il Conformismo è un fenomeno ampio ma possiamo riassumerlo come la modificazione di alcuni aspetti personali per via della pressione di un gruppo esterno di persone.
Riesci a collegare questa dinamica con l’uso dei filtri?
Il filtro bellezza oltre ad appiattire le rughe, appiattisce anche le differenze individuali.

Conformarsi ad uno standard di bellezza (solitamente occidentale) di certo fa trovare beneficio rifugiandosi nell’approvazione delle masse ma a pagarne lo scotto è l’individualità e l’autenticità personale.

Negli anni si è creato lo standard di bellezza attorno alla “Instagram Face”: Immagine del viso simmetrica, pelle liscia e senza pori, zigomi alti, occhi da gatto e labbra carnose.
I problemi nascono quando invece di voler apparire al meglio di Sé (Immagine Ideale) si cerca di apparire secondo canoni esterni (Instagram Face).
Quindi se la tua immagine ideale coincide con la Instagram Face è probabile che stai costruendo la tua immagine senza ascoltare la bussola interna, ma ti serve solo per ricevere un’approvazione sociale.
Psicologicamente parlando è pericoloso orientare le tue scelte sulla basandoti principalmente su delle richieste esterne.
Permettere agli altri di dire come e quando sei accettabile ti espone a insicurezze, stress e paure che impatteranno negativamente sulla tua qualità di vita.
Benissimo!
Ora hai più chiaro che i filtri bellezza possono essere utili e divertenti ma anche pericolosi e dannosi.
Il segreto è mantenere sempre il focus sulla persona che si cela dietro al filtro, così facendo i filtri saranno solo una innocua ciliegina sulla torta!
Nel caso in cui sentissi il bisogno di un supporto personale non esitare a contattarmi.
Se hai trovato interessante questo argomento prova a leggere anche:
La psicologia dietro il successo degli Influencer
Viviti i Social senza Ansia o Depressione

“Ricorda: attiva prima le connessioni neurali e poi di quelle WiFi “
– WiFi Psy –